Dal Progetto " Tutto può succedere.." ( vedi Progetti Bencista )
C’era
una volta
Cecco
Rivolta
Mago
Merlino e Pollicino,
una
fatina un po’ dispettosa,
una
bambina volenterosa,
un
lupo nero dai modi piccini,
una
streghetta senza dentini.
C’era
una volta,
anzi
non c’era,
ma
fai che ci sia,
una
bambina di nome Sophia,
molto
legata a una vecchia zia.
C’erano
invece e ci sono ancora
Tanti
bambini che, per avventura,
si
ritrovarono a frequentare,
seppur
piccolini,
la
grande scuola di Carlo Bini.
Erano
e sono molto contenti
di
stare insieme a molti studenti.
Ognuno,
di certo, qualcosa sa fare:
scrivere,
leggere, salterellare,
ma
soprattutto un’idea
li
accomuna:
voglion
risposte chiare e sicure
ai
loro dubbi, alle loro paure,
che
nascon di giorno giù nel giardino
oppure
di notte dentro al lettino.
Chiedono
spesso ai loro insegnanti
perché
ci son gatti, topi, elefanti
e
se nel buio sentono un tuono
pensan
che il mondo non sia
così
buono
e
se la notte li illumina un lampo
soffrono
e piangono tanto, ma tanto.
Quando
al tramonto il sole sparisce
chiedon
se il giorno davvero finisce.
La
bianca luna in mezzo alle stelle
pensan
che giochi con le sorelle
e
se un nuvolose
si
scioglie in più gocce,
per
bere quell’acqua
spalancan
le bocche.
Per
una bimba hanno gran simpatia,
quella
curiosa, graziosa Sophia
che
racconta storie con allegria
ed
ogni dubbio lor porta via.
Per
lei si fanno disegni e poesie
da
recitare in mezzo alle vie,
canzoni
che cantano i bimbi del mondo,
per
quanto è lungo e per quanto è tondo.
Compì
dodici anni la nostra Sophia
E
disse alla mamma con grande allegria:
“Son
grande, son saggia e sono furbetta,
vorrei
costruirmi una degna casetta,
dove
non so, ma ci penserò”
E
qualche consiglio prezioso arrivò.
Un
mago gentile, suo amico da tempo
Le
disse:”Ti offro calcina e cemento”
La
strega Carulla, carina ma grulla,
propose
lì, in cima, su quella betulla.
La
fata Rosina, un po’ malandrina
Col
dito indicò una verde collina.
Un
elfo del bosco, più grasso che grosso,
le
disse di andar sulle rive di un fosso.
Un
vecchio draghetto che amava sognare
offrì
alla bimbetta una casa sul mare.
Sophia
rifletteva, ascoltava, pensava,
nessuna
proposta la entusiasmava.
Sdraiata
su un prato, guardando lassù,
ebbe
un’idea, non l’abbandonò più:
aveva
trovato la casa ideale
soffice
e candida come un guanciale,
la
nuvola rosa, spumosa e leggera
come
la pioggia di primavera.
I
bambini di prima presentano la recita di Natale:
Dopo
tante mattinate
allegre,
belle, spensierate
passate
a canticchiare
canzoncine
di Natale,
finalmente
siamo pronti,
qui,
sul palco delle Benci,
qui,
davanti ai genitori,
a
cantare i nostri cori.
Con
impegno lo facciamo
e
se stonati un po’ noi siamo,
applauditeci,
su, via!
Festeggiamo
in allegria!